Trame

Le trame

Gli orditi dei nostri progetti di ricerca

Una storia che arriva da lontano: le attività editoriali e i progetti sviluppati da “scientia Atque Usus” nascono dalla trame di ricerca del Center for Generative Communication che creano collegamenti inediti tra aree di intervento tradizionalmente distinte: dall’agricoltura e lo sviluppo rurale alla sanità, dal cultural heritage alla mobilità, fino alla sostenibilità.

“sAu” diventa il luogo in cui le trame si confrontano con i bisogni reali del territorio attraverso la creazione di comunità di progetto in grado di ridefinire la relazione tra scientia e usus.

Territori in salute

Come trasformare l’ascolto dei cittadini in una risorsa per migliorare i servizi

La necessità di rafforzare e potenziare la sinergia fra i poli di alta specializzazione medico-scientifica e i presidi sanitari locali e di sviluppare un’idea di “salute diffusa” su tutto il territorio, orienta molti dei progetti del CfGC intorno alla trama Territori in salute: progetti accomunati dall’idea di andare oltre l’attuale modello “a rete”, che sempre più organizzazioni hanno adottato, per progettare un differente modello che interpreti l’organizzazione dei servizi sanitari come un sistema vivente.

I progetti che fanno riferimento a questa trama si caratterizzano, quindi, per il fatto di essere realizzati non solo in funzione ‘dei’ cittadini, ma soprattutto dando vita ad una modalità comunicativa che porti ad interagire ‘con’ i cittadini cui, finalmente, viene riconosciuto un ruolo di co-progettisti, grazie alla legittimazione della conoscenza di cui sono portatori e alla restituzione del diritto alla certezza di fonti, competenze e conoscenze autorevoli.

Il rumore mediatico nuoce gravemente alla salute

La centralità dei contenuti per ridefinire la relazione tra i bisogni di conoscenza e le risposte autorevoli

Questa trama di ricerca pone particolare attenzione alla sempre più problematica questione della chiara, corretta e, soprattutto, autorevole informazione sui temi della salute e della sanità sia sul fronte della lotta alla sempre più incontrollata diffusione di bufale e fake news, che nel confrontarsi e legittimare le paure, le ansie e le domande che dominano la quotidianità dei cittadini.

La convinzione di partenza è che sia necessario ristabilire un profondo e proficuo dialogo fra l’esperienza dei medici, dei ricercatori, dello staff sanitario e tutti quei saperi, quei bisogni di informazione e quelle credenze che caratterizzano l’immaginario di tutti i cittadini e le cittadine.

Per tale motivo diventa di fondamentale importanza costituire una comunità d’interesse a cui sono forniti i dati, gli elementi di conoscenza e gli strumenti per poter fare una corretta, autorevole e attendibile informazione sui temi della salute, della prevenzione, del benessere e degli stili di vita in una prospettiva che vede la conoscenza come un ‘bene comune’.

Cura di sé, cura del pianeta
Community building per la sostenibilità
Le attività di ricerca sviluppate in questa trama, molte delle quali riguardano l’ambito agricolo, contribuiscono alla definizione inclusiva e partecipativa, basata sulla legittimazione sia dei saperi e delle competenze provenienti dal mondo della Scientia, sia da quello dell’Usus, di traiettorie di sviluppo sostenibili e mirate a contrastare gli impatti negativi dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo e del pianeta. Diventa di fondamentale importanza, quindi:
– individuare quali sono gli elementi di conoscenza – più o meno corretti – che popolano l’immaginario dei cittadini quando si parla della relazione tra comportamenti individuali, lavoro, prevenzione, salute, sostenibilità;
– fornire ai cittadini, e ai diversi interlocutori di volta in volta individuati, una buona informazione che aumenti l’alfabetizzazione e la possibilità di agire con cognizione di causa per preservare uno dei beni comuni più rilevanti in assoluto: la salute e il benessere delle persone e del pianeta.
Human touch
L’organizzazione della conoscenza tra vecchie e nuove tecnologie

La trama si prefigge l’obiettivo di studiare la relazione tra lo human touch e l’ideazione, la progettazione e lo sviluppo di nuove tecnologie. La convinzione di fondo è che le nuove tecnologie debbano essere progettate per rispondere, prima di tutto, a bisogni sociali, economici e culturali e per valorizzare la creatività umana. Per favorire tale idea di innovazione è, quindi, necessario avviare un processo comunicativo che metta al centro l’ascolto dei bisogni percepiti dei diversi portatori di interesse. Solo così sarà possibile progettare tecnologie che rispondano efficacemente a bisogni reali e non, viceversa, affidarsi a soluzioni dettate dal mercato. Appare urgente, quindi, porre al centro quel ‘tocco umano’ che garantisca un saper fare frutto di un’intelligenza che deriva da conoscenze e competenze che non sono solamente un patrimonio da tutelare, ma soprattutto un tesoro da rafforzare grazie ai vantaggi che i processi di automazione possono offrire.